Ve lo dico subito: non mi godevo una serata di coppe così dai tempi in cui c'era ancora la Coppa Uefa e si giocava ancora tutta a eliminazione diretta. Erano gli anni in cui ci andavano quattro italiane e si giocava a orari diversi. C'era ancora la Coppa delle Coppe e la Coppa dei Campioni la faceva la vincitrice del campionato e la seconda andava ai preliminari. Erano gli anni in cui io ero bambino e aspettavo le coppe per tifare per TUTTE le italiane, prima che le antipatie mi spiegassero il perché c'erano tifosi che gufavano contro le squadre rivali.
E pazienza se stasera delle cinque italiane su cinque che hanno passato il turno ben due venivano dal piano superiore, pazienza se non siamo più il primo campionato d'Europa. Perché stasera Roma, Napoli, Fiorentina, Inter e Torino mi hanno ricordato il sapore della vecchia Coppa Uefa, quando il giovedì avevi l'impressione che tutto unito il calcio italiano andasse alla conquista dell'Europa. Pazienza se è solo un illusione, a volte è anche di questo che si nutre il bambino che ci portiamo dietro.
Ma questa sensazione, questa goduria che mi attraversa, non esisterebbe senza il miracolo del Torino. Sì perché questa sera il Torino è riuscito nell'impresa di battere, a casa sua, l'Athletic Bilbao (una squadra che ha tra l'altro una storia e un'identità assolutamente straordinaria). Il Toro ci ha fatti sognare (contro un avversario che a sua volta ricorda i bei tempi andati quando il calcio era passione e identità) rimandandoci indietro nel tempo, scomodando paragoni storici come quel meraviglioso Vicenza che vinse la Coppa Italia e sfiorò la finale di Coppa delle Coppe uscendo contro il Chelsea. E scomodando anche un paragone con quel Torino di Mondonico, e della sua sedia, che nel 1992 andò vicinissimo alla conquista della Coppa Uefa.
E intanto in questa settimana di coppe tutte le italiane hanno portato a casa la vittoria, sei vittorie su sei.
Magari sarà solo per questa sera, ma almeno per questo giovedì è bello pensare che il calcio italiano può ancora farci divertire in Europa. Come quando ascoltavo le partite con quella radiolina portatile avuta in regalo con lo scatolone di detersivo. Erano altri tempi, ma soprattutto ero un altro io. Ero ancora un bambino. E forse la differenza è tutta qui.
Le opinioni espresse in questo blog sono, appunto, opinioni. Rappresentano il mio punto di vista, la mia lettura personale e pertanto non pretendo che siano considerate verità assoluta. Sono semmai il risultato di un filtro (il mio) applicato a ciò che mi affascina, che mi incuriosisce e stuzzica la mia attenzione.
giovedì 26 febbraio 2015
mercoledì 25 febbraio 2015
Luminous
Dire Egan vuol dire Hard Science
Fiction. Dell'autore australiano si conosce poco, la sua riservatezza è
proverbiale ed è praticamente impossibile trovare una sua foto sul web. Questa
ritrosia nel mostrarsi sembra quasi ritornare nei suoi scritti che non brillano
certo per trattazione psicologica dei personaggi ed in cui è onestamente
difficile riuscire a provare un briciolo di empatia verso i protagonisti.
Famoso per una trattazione spesso ai limiti del saggio (quasi)scientifico Egan
risulta ostico al lettore che poco mastica di fisica e matematica. Questo è un
limite che ha spesso segnato in negativo l'indice di gradimento dei suoi
scritti, pur essendo in generale di altissimo livello, ma appunto di difficile
lettura.

Si dice però che lo scrittore vincitore di un
Premio Hugo (con Oceanic nel 1999) dia il suo meglio nella narrativa breve.
Luminous, pubblicata nel 1998, e in Italia tradotta nel 2001, è la sua seconda
antologia. Raccoglie diversi racconti attraverso i quali si spazia dal
postumanesimo al libero arbitrio, passando per la ricerca della felicità e la
cosmologia. A differenza però dei suoi più famosi romanzi in questi racconti
troviamo un Egan più colloquiale, decisamente meno ostico. Pur non brillando
per spessore dei protagonisti possiamo
apprezzare una narrazione scorrevole che, pur conservando i temi della
fantascienza hard, scivola veloce senza appesantire il lettore che meno
apprezza le opere più “matematiche” dell'enigmatico autore australiano.
Questo l'elenco dei racconti presenti nella raccolta:
Questo l'elenco dei racconti presenti nella raccolta:
1.
Pagliuzze
2.
Eva
Mitocondriale
3.
Luminous
4.
Mister
Voglio
5.
Nel suo
bozzolo
6.
I sogni
del trasferimento
7.
Fuoco
d'Argento
8.
I miei
motivi per stare allegro
9.
Nostra
Signora di Chernobyl
10.
Il Tuffo
di Planck
Ogni racconto è originale e
permette al lettore di calarsi in una storia in cui la scienza presenta
problemi etici e morali che meritano di essere indagati attentamente.
Così mentre in Pagliuzze abbiamo a che fare con un killer e delle ricerche sul cervello umano, in Eva Mitocondriale Egan riprende la teoria secondo cui si può risalire alla progenitrice originaria dell'umanità attraverso il DNA mitocondriale, il quale ovviamente si trasmette solo di madre in figlio/a. Ne verrà fuori una guerra dei sessi di proporzioni globali.
Così mentre in Pagliuzze abbiamo a che fare con un killer e delle ricerche sul cervello umano, in Eva Mitocondriale Egan riprende la teoria secondo cui si può risalire alla progenitrice originaria dell'umanità attraverso il DNA mitocondriale, il quale ovviamente si trasmette solo di madre in figlio/a. Ne verrà fuori una guerra dei sessi di proporzioni globali.
Luminous è un supercomputer
che permette di mettere alla prova una teoria secondo cui vi è un difetto
nella matematica e questo sarebbe all'origine di conseguenze piuttosto
particolari per l'universo.
Mister Voglio è un
notevole racconto in cui Egan tratta del libero arbitrio; mentre in Nel suo
bozzolo leggiamo di una tecnologia eugenetica che permetterebbe di porre un
filtro placentare selettivo. Tale filtro offrirebbe la possibilità di scegliere
quali sostanze la madre possa scambiare con il feto, influenzandone lo sviluppo.
E poi ancora I sogni del
trasferimento in cui si approfondisce il tema del Minduploading, il
caricamento su supporto digitale della coscienza umana, e dell'identità, mentre
in Fuoco d'argento siamo alle prese con un morbo misterioso e
un'epidemia di misticismo.
I miei motivi per stare
allegro è la storia di un bambino che si ritrova a scoprire (e infine a
governare) i processi biologici all'origine della felicità e della
soddisfazione. Egan sviscera l'argomento in maniera notevole, presentando il
tema del libero arbitrio da un punto di vista sicuramente originale.

In Nostra Signora di Chernobyl
seguiamo le tracce di una misteriosa icona ucraina, mentre a chiudere
l'antologia abbiamo Il Tuffo di Planck, storia di un esperimento ai
limiti dell'infinitamente piccolo, in cui ritroviamo un Egan dallo stile più
ostico e che in questo si discosta sicuramente dai nove racconti precedenti.
In definitiva si tratta di una raccolta piuttosto varia, in cui ritornano sicuramente alcuni fra i temi più cari all'autore come il postumanesimo e la struttura della realtà. Essendo queste storie narrate con uno stile più semplice di quello cui Egan ci aveva abituati siamo convinti che potranno piacere anche a chi ha dovuto rinunciare ad altre sue opere più complesse come La Scala di Shild, recentemente pubblicato da Mondadori nella collana Urania Collezione. Se Egan vi stuzzica ma faticate a seguirlo questa potrebbe essere l'occasione giusta per conoscerlo meglio.
In definitiva si tratta di una raccolta piuttosto varia, in cui ritornano sicuramente alcuni fra i temi più cari all'autore come il postumanesimo e la struttura della realtà. Essendo queste storie narrate con uno stile più semplice di quello cui Egan ci aveva abituati siamo convinti che potranno piacere anche a chi ha dovuto rinunciare ad altre sue opere più complesse come La Scala di Shild, recentemente pubblicato da Mondadori nella collana Urania Collezione. Se Egan vi stuzzica ma faticate a seguirlo questa potrebbe essere l'occasione giusta per conoscerlo meglio.
giovedì 12 febbraio 2015
Giusto qualche parola
Non devo aver paura.La paura uccide la mente.La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale.Guarderò in faccia la mia paura.Permetterò che mi calpesti e mi attraversi, e quando sarà passata non ci sarà più nulla,soltanto io ci sarò.
È più facile ridere in faccia alla paura e sfidare la morte quando hai una famiglia che ti vuole bene, degli amici che si dimostrano presenti e soprattutto una sorella speciale che si nutre del coraggio che mostri e si trasforma in guardia del corpo. Da solo è facile farsi prendere dallo sconforto, con chi ti vuole bene accanto il coraggio è semplice fiducia.Ti voglio bene Vittoria, sorellina mia.Amare non è un privilegio, è solo abilità. È ridere di ogni problema, mentre chi odia trema.
Con queste parole, qualche giorno fa, ringraziavo mia sorella per tutto il supporto che mi ha dimostrato nei giorni precedenti.
Molti di voi lo sapranno già: nel pomeriggio del 26 gennaio mi sono recato in pronto soccorso a causa del mal di testa cronico che mi affligge dai giorni precedenti il Natale trascorso. Gli ultimi li avevo trascorsi cercando di sopportare il dolore a via di bustine di antidolorifico prese al ritmo di una ogni 5-6 ore, senza alcun risultato. Così, accompagnato da mia sorella, vado in pronto soccorso dove alla fine il medico si decide a farmi fare una TAC per scrupolo. Con sorpresa di tutti viene fuori che ho un ematoma subdurale. Per chi non è avvezzo al termine si tratta di una raccolta di sangue sotto lo strato più esterno delle meningi, cioè la struttura che avvolge il cervello e lo protegge e che si trova subito sotto il cranio.
Bisogna operare. L'intervento in effetti è piuttosto semplice, richiede poco più di una mezzoretta e si fa in anestesia locale.
Non voglio tirarla troppo per le lunghe, ma in poche parole in sala è andato tutto bene e adesso sono a casa.
Lo scopo di questo intervento però non è quello di raccontarvi l'intervento, ma bensì di ringraziare quanti di voi mi hanno mostrato la loro vicinanza e il loro affetto in questa settimana.
Non farò molti nomi, perché dovrei fare una lista lunghissima con il rischio, o meglio la certezza, di dimenticarne qualcuno per strada. Al contrario mi limiterò a ringraziarvi tutti, insieme, per il vostro supporto e per il vostro calore.
In questa sede però, permettetemelo, vorrei ringraziare tre persone che particolarmente mi sono state accanto nei primi momenti. Mi riferisco ovviamente a mia sorella Vittoria che è stata semplicemente il mio angelo custode per tutto il periodo pre e post intervento.Mi è stata accanto in ogni passo preoccupandosi di rendere semplice il difficile.
Le altre due persone che voglio ringraziare pubblicamente sono due colleghe, e soprattutto due amiche, Emma e Francesca. Entrambe sono state accanto a me, e a Vittoria, sia con la semplice presenza che prodigandosi per le piccole necessità che sorgono in questi casi.
Al contrario di quanto a volte si dice in giro i veri amici si vedono nel momento del bisogno. Chi ti vuole bene è il primo a correre quando serve, a dare una mano nel momento del bisogno.
Grazie a tutti, grazie a chi c'era quella sera, a chi c'è stato i giorni successivi e a chi c'è stato anche solo con una telefonata o con un messaggio.
La verità, nuda e cruda, è che se qualcuno tiene a te sarà al tuo fianco nel momento del bisogno. Il resto sono solo chiacchiere, aria fritta, belletto da becchino per rendere presentabile un rapporto deceduto.
Grazie a chi c'è stato in questi giorni, in mille modi diversi, ciascuno secondo le proprie possibilità. Se nella vita si raccoglie quel che si semina allora spero di poter aiutare tutti voi col vostro raccolto futuro.
Vi lascio con un articolo preso da Le Scienze di febbraio. Giusto due colonne per quelli che ancora rimpiangono i bei vecchi tempi.
domenica 25 gennaio 2015
La Corsa di Miguel. Never give up
Ci sono sfide che arrivano quasi per gioco, ti iscrivi in palestra perché a 24 anni avere il fiatone per un piano di scale è qualcosa che ti fa seriamente preoccupare, cominci per gioco giusto a fare quella mezz'oretta sul tappeto, quattro addominali e due esercizi due giusto per far qualcosa. Poi scopri i corsi, l'aerobica mescolata ai pesi, la fit boxe, il circuito, il funzionale. Insomma cominci a prendere sul serio l'impegno. E intanto c'è chi ti spinge a provare la corsa, ti fa quasi violenza psicologica tra un piegamento e trenta burpees. Così capita che a giugno dello scorso anno aprono la benedetta pista ciclabile che va da Monte Mario a Valle Aurelia, 5km ad andare e altrettanti a tornare. Lo spazio perfetto per correre nel tardo pomeriggio col sole romano che si abbassa tra i colli, lontano dall'afa della palestra e con un panorama decisamente suggestivo. 
Dopo la Spartan Sprint dello scorso anno, 5km e diversi ostacoli, decido di dedicarmi alla corsa e tra Giugno e Luglio macino chilometri con le cuffie nelle orecchie e i podcast a farmi compagnia. Sono quasi convinto di continuare anche ad Agosto, quando il ginocchio due giorni prima della partenza mi ricorda che forse ho esagerato. In poche parole ginocchio gonfio per 3 settimane, riposo assoluto e massa muscolare che ritorna quasi ai minimi storici. Insomma, stop per tutta l'estate. Ho ripreso a settembre e a inizio novembre sono riuscito a toccare quota 15 km, poi un po' la noia e un po' la pigrizia ho rallentato con gli allenamenti.

Oggi, 25 Gennaio 2014, La Corsa di Miguel. La mia prima vera gara sui 10 km, una distanza abituale ma comunque impegnativa, che viste le colazioni a base di pane e nutella delle vacanze natalizie pensavo di portare a casa con un tempo intorno all'ora e dieci minuti. Invece, soprattutto grazie a una gestione perfetta e alla spinta del settimo chilometro, alla fine è arrivato un tempo di un'ora e quattro minuti che per chi è abituato a correre seriamente è robetta, per me che tre anni fa avevo il fiatone dopo un piano di scale è già un bel risultato.
Un ringraziamento enorme va a Flavio, compagno di tanti allenamenti in palestra, che sicuramente è stato un grande stimolo in questa nuova avventura. Ringrazio anche Luca, neofita della corsa e anche lui compagno di tante fatiche del martedì e del giovedì.
Insomma, una bella giornata di sport, nonostante il deficiente che sullo scooterone si lamenta per le quattro strade a traffico ridotto per la mattinata riferendosi ai cinquemila partecipanti della corsa con le parole "sti quattro stronzi" (sarai bello tu). Una bella giornata di sport con la mamma che corre i quattro chilometri spingendo il figlio con il passeggino e la coppia che spinge il nonno sulla carrozzina. E soprattutto il signore superato al chilometro sei che portava sulle spalle la scritta "novembre 2013 un donatore mi ha ridato la vita, 25 gennaio 2015 riparto dalla Corsa di Miguel".
Una bella giornata di sport, in compagnia di amici e compagni di allenamento fantastici con cui spero di condividere molte altre esperienze.
E poi c'è un desiderio, una sfida, che si chiama Roma-Ostia, la mezza maratona, 21 km di sudore da portare a casa il primo marzo. Un pensiero fisso da Giugno, una vera sfida, seria e impegnativa.
Un ringraziamento enorme va a Flavio, compagno di tanti allenamenti in palestra, che sicuramente è stato un grande stimolo in questa nuova avventura. Ringrazio anche Luca, neofita della corsa e anche lui compagno di tante fatiche del martedì e del giovedì.
Insomma, una bella giornata di sport, nonostante il deficiente che sullo scooterone si lamenta per le quattro strade a traffico ridotto per la mattinata riferendosi ai cinquemila partecipanti della corsa con le parole "sti quattro stronzi" (sarai bello tu). Una bella giornata di sport con la mamma che corre i quattro chilometri spingendo il figlio con il passeggino e la coppia che spinge il nonno sulla carrozzina. E soprattutto il signore superato al chilometro sei che portava sulle spalle la scritta "novembre 2013 un donatore mi ha ridato la vita, 25 gennaio 2015 riparto dalla Corsa di Miguel".
Una bella giornata di sport, in compagnia di amici e compagni di allenamento fantastici con cui spero di condividere molte altre esperienze.
E poi c'è un desiderio, una sfida, che si chiama Roma-Ostia, la mezza maratona, 21 km di sudore da portare a casa il primo marzo. Un pensiero fisso da Giugno, una vera sfida, seria e impegnativa.
U surci ci dissi a nuci: dammi tempu ca ti perciu.
Per i non siciliani: il topo disse alla noce" riuscirò ad aprirti, è solo questione di tempo".

lunedì 19 gennaio 2015
Dell'ottimismo e del pessimismo. E del sogno di una realtà diversa.
Ormai da qualche tempo ritorna ciclicamente il dibattito sulla contrapposizione tra fantascienza positiva (o utopica) e fantascienza negativa, (o distopica). Su facebook, all'interno del gruppo di appassionati Romanzi di Fantascienza, la diatriba è spuntata fuori nelle discussioni più insospettabili e ha scaldato gli animi tra chi afferma di non poterne più di toni grigi e civiltà decadenti e chi al contrario asserisce che descrivere società positive e colme di speranza sia al momento anacronistico e ingenuo. Il dibattito ha presto oltrepassato i limiti della ristretta cerchia degli appassionati, attirando l'attenzione e il contributo di diversi scrittori italiani, alcuni dei quali chiamati in causa per via dei loro romanzi e racconti.Il numero 73 dell'ottima rivista Robot presenta un ottimo saggio di Marco Passarello che offre una panoramica più internazionale alla questione. Lo spunto, e non poteva essere altrimenti, è il progetto Hieroglyph. Nato da un'idea di Neal Stephenson, Hieroglyph raccoglie i contributi narrativi di numerosi scrittori affermati. Il motore di questa iniziativa è l'idea secondo la quale l'eccessivo pessimismo nella fantascienza degli ultimi decenni avrebbe reso asfittica la nostra capacità di reagire, di immaginare un mondo migliore. Ecco perché la necessità di un ritorno alla fantascienza solare, sperando di essere uno stimolo, una speranza, un ferma presa di posizione contro una deriva oscura che, lungi dal descrivere il mondo per com'è nei fatti, si sta trasformando, secondo le parole di Robert J. Sawyer, in una profezia che si autoavvera.
Ovviamente Passarello fa notare che un nutrito gruppo di autori ha manifestato il proprio dissenso nei confronti di una iniziativa che sembra voler ignorare i reali problemi della società globale e ingenuamente crede di poter ribaltare tutto chiudendo gli occhi e sognando eroi e mirabolanti tecnologie che saneranno le cicatrici dell'umanità. Notevole, e tagliente, è il contributo di Richard Morgan che ritiene l'iniziativa basata su una visione castroficamente cieca di ciò che oggi accade nel mondo e di ciò che probabilmente ci aspetta dietro l'angolo.
Anche Dario Tonani, che più volte ha partecipato alle discussioni sul tema, aveva già espresso la sua perplessità di fronte a questa iniziativa. Tonani afferma di utilizzare la fantascienza come mezzo per ammonire: di questo passo dove andremo a finire? Trovo che la distopia sia la più produttiva e propulsiva delle provocazioni....
Interessanti sono anche i contributi di Tullio Avoledo, Valerio Evangelisti e Piero Schiavo Campo, come anche quello di Giovanni De Matteo che conclude ricordando che ogni distopia racchiude in sé il seme di un'utopia.
L'articolo di Passarello, che di fatto sembra dare voce a quanti considerano ingenua l'iniziativa di Stephenson, conclude cercando di mediare tra le due posizioni, sottolineando pregi e difetti di entrambe. Senza però risparmiare una stoccata agli scrittori della fantascienza più distopica che commetterebbero l'errore di proporre mondi scontati e uniformemente brutali e negativi finendo per provocare un ottundimento delle coscienze invece che un loro risveglio. Il rischio è di far credere che non ci sia niente da fare e che il lupo sia invincibile. Il male di cui soffre la società odierna è proprio la pretesa mancanza di alternative. Mentre è proprio di futuri alternativi che vive la fantascienza.
Come avrete capito si tratta di un saggio da leggere avidamente, ricco di spunti e opinioni che meritano ben più considerazione di questo mio piccolo blog, il mio consiglio a quanti ancora non l'avessero fatto è di andare sul sito della rivista Robot e procurarvi subito una copia di questo numero (il 73) o magari di abbonarvi direttamente.
Tornando a noi, ho voluto grassettare la conclusione di Passarello perché rispecchia pienamente la mia opinione personale e di cui avevo già parlato in questo intervento prendendo spunto dalle parole di Ursula K. Le Guin (le quali non certo a caso sono scelte per la citazione in quarta di copertina di questo numero 73 di Robot).
[...] avremo bisogno delle voci di scrittori capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall'ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di scrittori che si ricordino la libertà. Poeti, visionari, realisti di una realtà più grande.[...]
[...]I libri non sono merce. Gli scopi del mercato sono spesso in conflitto con gli scopi dell'arte. Viviamo nel capitalismo, e il suo potere sembra assoluto… ma attenzione, lo sembrava anche il diritto divino dei re. Gli esseri umani possono resistere e sfidare ogni potere umano. La resistenza spesso comincia con l'arte, e ancora più spesso con la nostra arte, l'arte delle parole.
Queste sono le parole della geniale scrittrice che di mondi alternativi è sicuramente un'esperta.
La mia opinione, personalissima e discutibilissima, è che la distopia occupa un ruolo importante e insostibuile in campo lettearario, condivido l'idea di De Matteo secondo cui ogni distopia contiene il seme di un'utopia e anzi la ribalto, sostenendo che ogni utopia contiene al suo interno il seme di una distopia, in un certo senso l'utopia di un uomo è la distopia di un altro.
L'Utopia di Platone è più terrificante di quella di 1984 di Orwell, perché Platone auspica che si realizzi quel che Orwell teme possa avvenire.
Arthur Koestler
Trovo condivisibili le critiche mosse all'idea dietro Hieroglyph (che comunque spero possa essere tradotto in Italia), a partire dall'accusa di una certa ingenuità nell'idea che ignorando i problemi dell'oggi possiamo automaticamente realizzare un futuro migliore. Ogni teconologia, ogni scoperta, ogni verità, porta con se un seme che può essere usato bene o male, la realtà è tutta lì.Non posso quindi che condividere l'opinione espressa da Passarello sull'assenza, in questo mare di oneste e condivisibili provocazioni distopiche, di una reale proposta alternativa. Pur ricordando che un opera si giudica per ciò che contiene, e non per ciò che si vorrebbe che contenesse, è indubbio che si senta la mancanza di una fantascienza, di una letteratura, che oltre ad ammonire sia anche in grado di regalare sogni lucidi, reali, che offra proposte concrete, magari sbagliando, ma almeno provando a ipotizzare un futuro che sia in grado di superare le difficoltà del presente.
Ha ragione quindi Sawyer e ha ragione ancora la Le Guin, che nonostante i suoi ottantacinque anni ci fa sembrare tutti dei vecchi moribondi con il nostro cupo e incessante pessimismo e la nostra incapacità di reagire.
Le parole di Aresi, manco a farlo apposta prese anche loro da un Robot vecchio di qualche anno, ci ricordano che senza la capacità di sognare alternative valide e credibili siamo destinati a cadere vittime delle nostre stesse paure. E allora forse è ingenuo non solo chi crede di cambiare il mondo solo sognando, ma anche chi non sa più immaginare una realtà diversa.Il sogno dell'ingegnere tedesco (Von Braun, sognava una missione su Marte) doveva realizzarsi nel 1980. Invece è rimasto incompiuto, si dice per ragioni economiche. Eppure la missione militare americana in Iraq è costata trentacinque volte quello che sarebbe costata una missione verso Marte con la costruzione di una cupola sul pianeta rosso. Non sono i soldi che mancano. È il profilo culturale che si è abbassato, è la capacità di sognare che è diventata asfittica. Ma la storia è così, segnata da corsi e ricorsi: se ci crediamo, il grande viaggio può ricominciare.Paolo Aresi, robot 66 pag. 139
«Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.»
Albus Silente - J. K. Rowling
venerdì 9 gennaio 2015
L'elogio dell'idiozia
Inutile cercare spiegazioni nella malvagità quando la stupidità è più che sufficiente a spiegare.Non sono un pacifista, anzi considero tale parola una puttanata. Abbiate pazienza, se qualcuno mi comincia a prendere a botte che dovrei fare?Porgergli l'altra guancia? No, grazie, vorrei campare.
Allo stesso modo trovo ridicole certe esternazioni del tipo "avevano ragione gli americane a torturarli" oppure "bisognerebbe sterminarli tutti". Innanzitutto perché non fanno distinzioni, perché sarebbe come se quando Riina ordinava la morte di Falcone e Borsellino gli Italiani avessero risposto bombardando tutta la Sicilia. O come se quando uno per strada vi aggredisce voi per vendetta picchiate e uccidete tutta la sua famiglia.
Non voglio dilungarmi, perché c'è troppo da dire e forse ben poco di tutto questo certi minorati mentali possono capire. Mi preoccupa il fatto che purtroppo di questi minorati mentali ce ne siano da entrambe le parti e quindi sono spaventato delle possibili conseguenze. Se potessi espatriare su Alfa Centauri o su Hyperion lo farei volentieri, la compagnia di qualunque ameboide sottosviluppato sarebbe più gradevole di voi stupide scimmie urlanti che fate così scarso e pietoso uso dei neuroni che l'evoluzione vi ha concesso.
Gli stessi che inneggiano alla libertà di espressione sono quelli che se provo a offendere il loro dio mi augurano la morte allo scopo di farmi capire cosa vuol dire essere con dio. Sapete qual'è la differenza fra voi e gli attentatori di Parigi? Loro hanno le palle, voi siete dei bambini viziati cresciuti nella bambagia. Il mio non è un complimento nei confronti degli attentatori, non è un'offesa nei vostri confronti poiché del resto è un dato di fatto e io sono esattamente come voi. La differenza è semplicemente che ci sono persone che a questo mondo fanno seguire i fatti alle loro parole. A volte è un bene, altre volte come in questo caso sarebbe stato meglio il contrario.
Magari ve ne siete già dimenticati ma neppure tanto tempo fa un fondamentalista cristiano ha ucciso un centinaio di suoi connazionali in Norvegia. Sarebbe forse ora di fare una crociata per liberare l'Europa dai cristiani?
Forse, invece di copiare la Fallaci che santificava gli americani, bisognerebbe spiegare all'Onu e alla Nato che la libertà non è una cosa che si esporta liberando i mercati per le aziende amiche. Così magari potremmo provare a immaginare che per gli Indiani può essere terrorismo la costruzione di industrie chimiche di proprietà occidentale che però si trovano sul suolo indiano perché in Europa o in America costerebbero molto di più dovendo rispettare canoni di sicurezza ben più rigidi. Forse vi aiuterebbe sapere che è terrorismo fare spallucce e impedire a uno stato di condannare adeguatamente chi ha ucciso sedicimila persone perché altrimenti sarebbe un brutto segnale nei confronti degli imprenditori stranieri che vengono a investire i loro capitali. Forse aiuterebbe a farsi un'idea di cosa sia il mondo sapere che è terrorismo anche quando Israele annuncia bombardamenti a tappeto sui villaggi palestinesi ordinando agli abitanti l'evacuazione, allo scopo di considerare poi quelle aree come terra di nessuno e autorizzare nuovi insediamenti.
Forse aiuterebbe immaginare che il mondo è ben più complicato di un Noi e un Loro nel quale non mi riconosco e nel quale l'unica mia preoccupazione è trovarmi davanti un coglione che, allevato con questa stupida idea in testa, mi obblighi a identificarmi in questa visione del mondo usando contro di me questa violenza di cui parliamo.
Mi auguro che siate abbastanza intelligenti da capire che non sto difendendo nessun assassino, ma che al contrario sto facendo dei distinguo e sto paragonando dei diversi modi di uccidere e di fare terrorismo. Forse qualcuno di voi può ancora arrivarci. Forse c'è ancora speranza. Io se potessi partirei, ma al momento non hanno ancora inventato un mezzo per lasciarvi al vostro misero destino. O forse qualcuno lo ha già inventato e se n'è andato via, beato lui.
Post Scriptum: Questa immagine è tratta da Facebook. L'ho trovata sulla bacheca di un mio contatto di origini arabe. A quanto pare la traduzione della frase scritta sul muro sarebbe qualcosa del tipo "comunque ti amo ancora". Insomma niente più di un comune romanticismo imbrattatorio. A voi le fini deduzioni sul terrorismo dell'informazione. Magari potrebbe servirvi come una sorta di vaccino nei confronti delle stronzate di cui vi nutrite e che poi formano la vostra idea del mondo. A me pare un altro motivo per andarmene... Vado a fare l'autostop sul tetto, magari passa un omino verde.
mercoledì 31 dicembre 2014
Un anno di letture - 2014
Qualche anno fa c'era l'abitutidine, in uno dei forum da me frequentati, di commentare brevemente i libri letti nel corso dell'anno. Si tiravano le somme spendendo due parole sui libri più interessanti, o semplicemente più belli, sulle cui pagine ci si era immersi durante l'anno che si apprestava a finire.
Ho deciso di riproporre questa tradizione sul mio blog. Non si può descrivere un libro in poche parole, per cui prendete l'iniziativa per quello che è: un semplice gioco per condividere le letture più interessanti. Se volete fare lo stesso commentate e lasciate le vostre liste.
Il Padrino di Mario Puzo
Un romanzo affascinante che cattura fino alla fine. Diverso dal film che ha ispirato, ma nonostante questo un piccolo gioiello. Una lettura che non posso che consigliare a tutti gli amici.
Parigi nel XX° secolo (Jules Verne) e Le Meraviglie del 2000 (Emilio Salgari)
Li metto insieme perché a mio avviso costituiscono un dittico interessante ed estremamente godibile. Sono entrambi ottimi romanzi, semplici nella struttura e nello stile, affrontano in modi diversi ma assolutamente paragonabili il mondo del futuro per come lo si immaignava quando era acora il futuro. Allo stesso modo possono essere uno spunto per analizzare il presente e hanno ancora molto da dirci su ciò che temiamo dal futuro e ciò che invece ci affascina Potrebbero stupirvi.
La Parabola del Seminatore & La Parabola dei Talenti di Octavia E. Butler
Un dittico affascinante e notevole. La protagonista è una donna che è capace di sperimentare come fosse suo il dolore di coloro che vivono accanto a lei. Vive in un'America che va incontro al disfacimento, in cui una crisi economica si sta portando via il tessuto sociale e sta riportando le comunità a rinchiudersi su se stesse. Sono due romanzi violenti vividi. Allo stesso tempo raccontano di un sogno. Assolutamente consigliati.
Ciclo di Invasione e Colonizzazione di Harry Turtledove
Divertentissima saga di fantascienza. Lo spunto è un invasione aliena in piena Seconda Guerra Mondiale che costringe i terrestri a rivedere le alleanze per fronteggiare il comune nemico. Ben otto volumi per un ciclo che supera le cinquemila pagine senza mai annoiare.
Shock Economy di Naomi Klein
Meno famoso del manifesto no global No Logo, si rivela una lettura interessante per certe dinamiche che mette a nudo. Quello che Naomi Klein descrive non è il mondo delle favole, ma la cruda realtà di una cultura che parla di giardini incantati ed elefanti rosa costruiti sulle ossa di chi sta fuori dal recinto. Se volete regalarvi una lettura impegnata potrebbe essere la scelta giusta.
Il Mondo Infestato dai Demoni di Carl Sagan
L'autore è uno di quelli che non si dimentica. Un sognatore amante della logica e della razionalità. Le sue sono pagine dense di amore per la scienza in cui mette in guardia dai pericoli dell'ignoranza e dell'oscurantismo. Una scuola di pensiero critico immancabile per una mente che vuole capire.
Avere una mente aperta è una virtù, ma, come disse una volta l'ingegnere spaziale James Oberg, essa non deve essere tanto aperta da lasciarne uscire il cervello.
Permutation City di Greg Egan
Tutto questo messo insieme?
Se Questo è un Uomo di Primo Levi
Preferisco lasciare parlare lo stesso autore con queste righe tratte dalla sua prefazione.
“…A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ogni straniero è nemico. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con estrema coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segno di pericolo…”
Menti Tribali di Jonathan Haidt
Si tratta di un saggio che si interroga sui motivi che dividono le brave persone su temi quali la religione e la politica. Haidt vi guiderà, statistiche e studi alla mano, nel fantastico mondo della visioni del mondo differenti che spingono individui diversi, ma instrinsecamente "buoni", a compiere in perfetta buona fede scelte al limite dell'assurdo. Per un curioso scherzo del destino questo libro segue in questo elenco Primo Levi. In un certo senso sono collegati.
Una Stanza Piena di Gente di Danile Keyes
La storia di un uomo nella cui mente convivono decine di persone diverse. Daniel Keyes è un autore notevole, che romanza benissimo l'esperienza di Billy Milligan. Il tema è la mente e il suo ancora inaccessibile mondo.
I Sonnambuli. Come l'Europa arrivò alla Grande Guerra di Christopher Clark
Un saggio dettagliato e affascinante sui meccanismi che imprigionarono gli Stati dell'Europa di inizio novecento fino allo scoppio della Grande Guerra. Clark racconta degli uomini che visserà quei momenti, delle ragioni e delle emozioni che governano anche gli uomini che decidono le sorti di interi popoli.
Processo Alieno di Robert J. Sawyer
Un legal-thriller in salsa fantascientifica. Nonostante uno stile semplice e tutt'altro che ricercato le opere dell'autore canadese risultano il più delle volte pervase da un'attenta analisi delle più svariate tematiche, con una particolare attenzione alle più attuali problematiche del mondo occidentale. In questo caso Sawyer se la prende con il sistema giuridico americano, con uno stile divertente e coinvolgente che tiene col fiato sospeso il lettore.
Notevole è il passaggui in cui una giurata esclusa dalla giuria poiché sostiene di essere stata rapita dagli alieni. Interrogata dal giudice sul motivo per il quale nel questionario avesse negato di aver mai visto un Ufo, mentre ammette candidamente di essere stata rapita da un disco volante, ella risponde affermando che un Ufo è un oggetto volante non identificato, mentre al contrario quello sul quale la signora é stata rapita era perfettamente identificato, trattandosi di una astronave aliena. All'esasperazione del giudice che le ricorda di aver giurato di dire «la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità», ella, in un passaggio di forte impatto logico, risponde lapidariamente «Mi perdoni, Vostro Onore, ma durante il processo è stato abbastanza chiaro che non volete niente del genere. Ho visto l'avvocato Rice, lì, e l'avvocato Ziegler, tagliare ogni tipo di risposte perché dicevano più di quanto volevano far sentire alla giuria. Per quanto ho visto, la Corte vuole risposte specifiche a domande specifiche e ristrette - ed è quello che io ho fatto».
Il Nome della Rosa di Umberto Eco
Uno di quei libri che credi siano noiosi. Poi, come con il Gattopardo, cominci a leggere e scopri un mondo affascinante. Può essere letto e apprezzato anche da chi, come il sottoscritto, non possiede una vasta cultura umanistica.
Luminous di Greg Egan
Egan è uno dei miei scrittori preferiti. Il suo è il secondo libro a comparire in questo elenco. Si tratta di una Antologia che contiene racconti di assoluto livello.
Ogni racconto è originale e permette al lettore di calarsi in una storia in cui la scienza presenta problemi etici e morali che meritano di essere indagati attentamente. Si parla di libero arbitrio, coscienza e identità, guerra dei sessi, libertà e felicità e persino dell'essenza stessa della realtà fisica. Egan è uno scrittore che sa pensare e fa pensare.
Il Mondo di Sofia di Jostein Gaarder
Gli ho già dedicato un intero post quindi mi limiterò a ricordare che si tratta di una panoramica, in forma di romanzo, sul pensiero occidentale dalle origini a oggi. Il regalo perfetto per un piccolo curioso.
La Falce dei Cieli di Ursula K. Le Guin
L'immensa scrittrice americana è alle prese in questo romanzo con la trama della realtà e con il sogno dell'utopia. Per quanti sforzi faccia, il protagonista si rende presto conto che ogni intervento provoca un cambiamento che va ben oltre le previsioni e rende evidente che ogni utopia ha un presso da pagare, spesso spropositato.
Prigioniero Politico di Charles Coleman Finlay
Un romanzo breve che omaggia Primo Levi. razzismo, violenza, potere, sottomissione, vendetta e intrighi politici. Un'avventura che sa intrattenere raccontando una storia che sa far riflettere.
I Sommersi e i Salvati di Primo Levi
Si tratta di una raccolta di saggi che rappresentano forse il succo del pensiero di Primo Levi sulla sua esperienza nel lager nazista. Primo Levi è incredibilmente lucido e mostra una sovrumana capacità di raccontare e riflettere con distacco intellettuale pur parlando di esperienze che ha subito sulla propria carne e che ancora bruciano terribilmente.
Il Ciclo di Vita degli Oggetti Software di Ted Chiang
Un romanzo affascinante, caratterizzato da una narrazione inconsueta che alterna la pura descrizione degli eventi ai dialoghi e alle interazioni tra i protagonisti. Per certi tematiche ricorda il racconto, di Michael Swanwick, La Misura di Tutte le Cose (Urania Millemondi Estate 2005). Il tema di fondo è l'intelligenza artificiale, con tutto quel che ne consegue: interrogativi etici, questioni legali, istinto di sopravvivenza e diritti delle identità non biologiche. Sullo sfondo però si intrecciano anche questioni forse ancora più attuali come la personalità umana e il controllo della mente e delle passioni umane per mezzo delle più recenti innovazioni nel campo della chimica e della neurofisiologia. Si affronta, pur se solo brevemente, anche il concetto stesso di realtà e di percezione della stessa, ponendo a confronto le differenti modalità con cui digienti e esseri umani la sperimentano e la validità delle interpretazioni ottenute dai software e dai cervelli biologici.
Chiang descrive minuziosamente l'impatto emotivo dell'innovazione tecnologica e affronta con notevole padronanza gli aspetti morali ed etici che il progresso scientifico pone sulla nostra strada.
La Rabbia e l'Orgoglio di Oriana Fallaci
Scritto cavalcando la rabbia per l'11/9, questo libretto della Fallaci è un grido di rabbia e orgoglio che fece molto rumore all'epoca. Si tratta di un libro notevole, per quanto onestamente eccessivo e del tutto privo di senso della misura... Ma del resto parliamo di Oriana Fallaci. Vi è poco in questo libro che io mi senta di condividere, nonostante questo ritengo che meriti di essere letto perché rappresenta la voce di tanti, italiani e non, che non hanno compreso che oltre che difendersi dal nemico bisogna anche dimostrare di essere diversi e quindi di meritarsi la sopravvivenza. La Fallaci, di cui leggerò sicuramente altro, compie un enorme errore nel momento in cui trascura le ragioni per cui gli uomini agiscono a volte in gruppo e a volte singolarmente, tende a far di tutta l'erba un fascio, a identificare un noi e un loro, dimenticando o forse ignorando che oltre alle ragioni culturali e religiose esistono anche ragioni economiche, politiche e di puro interesse privat.
Sistemi di Potere di Naom Chomsky
Mi sono ritrovato a leggere questo libro in contemporanea alla lettura della Fallaci. Non potrebbe trattarsi di due libri più diversi: tanto duro Chomsky nell'attaccare l'America, quanto ingenua la Fallaci nell'esaltarla.
Neppure questo libro è esente da colpe e trascuratezze, anche Chomsky alle volte sembra peccare di ingenuità nel sognare un mondo migliore nelle mani delle masse, ma si tratta anche qui di un libro che merita sicuramente una lettura approfondita. Chomsky è straordinario nell'analizzare i sistemi di potere e di controllo delle masse, pur non riuscendo del tutto a essere credibile nel proporre alternative al sistema.
Come la Fallaci è ipeccabile nel distruggere i miti, risultando anche più credibile in quanto non ha bisogno di gridare come un pazzo furioso.
Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello
Divertente, irrisoria, tagliente e speculativa. Una lettura veloce e allo stesso tempo profondissima. Pirandello, come sempre, afronta il tema della realtà e della percezione che ognuno di noi ha di essa.
Laudisi (guardandosi allo specchio)
Eh, lo so: io dico: “tu”, e tu col dito indichi me. Va’ là, che così a tu per tu, ci conosciamo bene noi due! Il guaio è che, come ti vedo io, non ti vedono gli altri! E allora, caro mio, che diventi tu? Dico per me che, qua di fronte a te, mi vedo e mi tocco - tu, - per come ti vedono gli altri, che diventi? Un fantasma, caro, un fantasma! Eppure, vedi questi pazzi? Senza badare al fantasma che portano con sé, in se stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! E credono che sia una cosa diversa.
Ho deciso di riproporre questa tradizione sul mio blog. Non si può descrivere un libro in poche parole, per cui prendete l'iniziativa per quello che è: un semplice gioco per condividere le letture più interessanti. Se volete fare lo stesso commentate e lasciate le vostre liste.
Il Padrino di Mario Puzo
Un romanzo affascinante che cattura fino alla fine. Diverso dal film che ha ispirato, ma nonostante questo un piccolo gioiello. Una lettura che non posso che consigliare a tutti gli amici.
Parigi nel XX° secolo (Jules Verne) e Le Meraviglie del 2000 (Emilio Salgari)
Li metto insieme perché a mio avviso costituiscono un dittico interessante ed estremamente godibile. Sono entrambi ottimi romanzi, semplici nella struttura e nello stile, affrontano in modi diversi ma assolutamente paragonabili il mondo del futuro per come lo si immaignava quando era acora il futuro. Allo stesso modo possono essere uno spunto per analizzare il presente e hanno ancora molto da dirci su ciò che temiamo dal futuro e ciò che invece ci affascina Potrebbero stupirvi.
La Parabola del Seminatore & La Parabola dei Talenti di Octavia E. Butler
Un dittico affascinante e notevole. La protagonista è una donna che è capace di sperimentare come fosse suo il dolore di coloro che vivono accanto a lei. Vive in un'America che va incontro al disfacimento, in cui una crisi economica si sta portando via il tessuto sociale e sta riportando le comunità a rinchiudersi su se stesse. Sono due romanzi violenti vividi. Allo stesso tempo raccontano di un sogno. Assolutamente consigliati.
Ciclo di Invasione e Colonizzazione di Harry Turtledove
Divertentissima saga di fantascienza. Lo spunto è un invasione aliena in piena Seconda Guerra Mondiale che costringe i terrestri a rivedere le alleanze per fronteggiare il comune nemico. Ben otto volumi per un ciclo che supera le cinquemila pagine senza mai annoiare.
Shock Economy di Naomi Klein
Meno famoso del manifesto no global No Logo, si rivela una lettura interessante per certe dinamiche che mette a nudo. Quello che Naomi Klein descrive non è il mondo delle favole, ma la cruda realtà di una cultura che parla di giardini incantati ed elefanti rosa costruiti sulle ossa di chi sta fuori dal recinto. Se volete regalarvi una lettura impegnata potrebbe essere la scelta giusta.
Il Mondo Infestato dai Demoni di Carl Sagan
L'autore è uno di quelli che non si dimentica. Un sognatore amante della logica e della razionalità. Le sue sono pagine dense di amore per la scienza in cui mette in guardia dai pericoli dell'ignoranza e dell'oscurantismo. Una scuola di pensiero critico immancabile per una mente che vuole capire.
Avere una mente aperta è una virtù, ma, come disse una volta l'ingegnere spaziale James Oberg, essa non deve essere tanto aperta da lasciarne uscire il cervello.
Permutation City di Greg Egan
Egan non offre risposte, non in senso filosofico e
teologico, ma pone domande. Domande preziose, affascinanti, domande esistenziali.
Domande sul senso ultimo e sull'origine di tutto. Probabilmente penalizzato da
uno stile spesso astruso e non propriamente brillante esteticamente, ma la sua
letteratura è traboccante di “contenuti” nella migliore tradizione della
Science Fiction. In definitiva una lettura stimolante, molto, anche se un po'
arida per chi predilige un certo stile ricercato. Ma, se si vuol entrare nelle
questioni filosofiche che la scienza e la tecnologia hanno aperto negli ultimi
decenni, Egan è una fonte inesauribile di punture di spillo. E scusate se è
poco...
Cosa sono io? I dati?
Il processo che li genera? Il rapporto tra i numeri? Tutto questo messo insieme?
Se Questo è un Uomo di Primo Levi
Preferisco lasciare parlare lo stesso autore con queste righe tratte dalla sua prefazione.
“…A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ogni straniero è nemico. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con estrema coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segno di pericolo…”
Menti Tribali di Jonathan Haidt
Si tratta di un saggio che si interroga sui motivi che dividono le brave persone su temi quali la religione e la politica. Haidt vi guiderà, statistiche e studi alla mano, nel fantastico mondo della visioni del mondo differenti che spingono individui diversi, ma instrinsecamente "buoni", a compiere in perfetta buona fede scelte al limite dell'assurdo. Per un curioso scherzo del destino questo libro segue in questo elenco Primo Levi. In un certo senso sono collegati.
Una Stanza Piena di Gente di Danile Keyes
La storia di un uomo nella cui mente convivono decine di persone diverse. Daniel Keyes è un autore notevole, che romanza benissimo l'esperienza di Billy Milligan. Il tema è la mente e il suo ancora inaccessibile mondo.
I Sonnambuli. Come l'Europa arrivò alla Grande Guerra di Christopher Clark
Un saggio dettagliato e affascinante sui meccanismi che imprigionarono gli Stati dell'Europa di inizio novecento fino allo scoppio della Grande Guerra. Clark racconta degli uomini che visserà quei momenti, delle ragioni e delle emozioni che governano anche gli uomini che decidono le sorti di interi popoli.
Processo Alieno di Robert J. Sawyer
Un legal-thriller in salsa fantascientifica. Nonostante uno stile semplice e tutt'altro che ricercato le opere dell'autore canadese risultano il più delle volte pervase da un'attenta analisi delle più svariate tematiche, con una particolare attenzione alle più attuali problematiche del mondo occidentale. In questo caso Sawyer se la prende con il sistema giuridico americano, con uno stile divertente e coinvolgente che tiene col fiato sospeso il lettore.
Notevole è il passaggui in cui una giurata esclusa dalla giuria poiché sostiene di essere stata rapita dagli alieni. Interrogata dal giudice sul motivo per il quale nel questionario avesse negato di aver mai visto un Ufo, mentre ammette candidamente di essere stata rapita da un disco volante, ella risponde affermando che un Ufo è un oggetto volante non identificato, mentre al contrario quello sul quale la signora é stata rapita era perfettamente identificato, trattandosi di una astronave aliena. All'esasperazione del giudice che le ricorda di aver giurato di dire «la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità», ella, in un passaggio di forte impatto logico, risponde lapidariamente «Mi perdoni, Vostro Onore, ma durante il processo è stato abbastanza chiaro che non volete niente del genere. Ho visto l'avvocato Rice, lì, e l'avvocato Ziegler, tagliare ogni tipo di risposte perché dicevano più di quanto volevano far sentire alla giuria. Per quanto ho visto, la Corte vuole risposte specifiche a domande specifiche e ristrette - ed è quello che io ho fatto».
Il Nome della Rosa di Umberto Eco
Uno di quei libri che credi siano noiosi. Poi, come con il Gattopardo, cominci a leggere e scopri un mondo affascinante. Può essere letto e apprezzato anche da chi, come il sottoscritto, non possiede una vasta cultura umanistica.
Luminous di Greg Egan
Egan è uno dei miei scrittori preferiti. Il suo è il secondo libro a comparire in questo elenco. Si tratta di una Antologia che contiene racconti di assoluto livello.
Ogni racconto è originale e permette al lettore di calarsi in una storia in cui la scienza presenta problemi etici e morali che meritano di essere indagati attentamente. Si parla di libero arbitrio, coscienza e identità, guerra dei sessi, libertà e felicità e persino dell'essenza stessa della realtà fisica. Egan è uno scrittore che sa pensare e fa pensare.
Il Mondo di Sofia di Jostein Gaarder
Gli ho già dedicato un intero post quindi mi limiterò a ricordare che si tratta di una panoramica, in forma di romanzo, sul pensiero occidentale dalle origini a oggi. Il regalo perfetto per un piccolo curioso.
La Falce dei Cieli di Ursula K. Le Guin
L'immensa scrittrice americana è alle prese in questo romanzo con la trama della realtà e con il sogno dell'utopia. Per quanti sforzi faccia, il protagonista si rende presto conto che ogni intervento provoca un cambiamento che va ben oltre le previsioni e rende evidente che ogni utopia ha un presso da pagare, spesso spropositato.
Prigioniero Politico di Charles Coleman Finlay
Un romanzo breve che omaggia Primo Levi. razzismo, violenza, potere, sottomissione, vendetta e intrighi politici. Un'avventura che sa intrattenere raccontando una storia che sa far riflettere.
I Sommersi e i Salvati di Primo Levi
Si tratta di una raccolta di saggi che rappresentano forse il succo del pensiero di Primo Levi sulla sua esperienza nel lager nazista. Primo Levi è incredibilmente lucido e mostra una sovrumana capacità di raccontare e riflettere con distacco intellettuale pur parlando di esperienze che ha subito sulla propria carne e che ancora bruciano terribilmente.
Il Ciclo di Vita degli Oggetti Software di Ted Chiang
Un romanzo affascinante, caratterizzato da una narrazione inconsueta che alterna la pura descrizione degli eventi ai dialoghi e alle interazioni tra i protagonisti. Per certi tematiche ricorda il racconto, di Michael Swanwick, La Misura di Tutte le Cose (Urania Millemondi Estate 2005). Il tema di fondo è l'intelligenza artificiale, con tutto quel che ne consegue: interrogativi etici, questioni legali, istinto di sopravvivenza e diritti delle identità non biologiche. Sullo sfondo però si intrecciano anche questioni forse ancora più attuali come la personalità umana e il controllo della mente e delle passioni umane per mezzo delle più recenti innovazioni nel campo della chimica e della neurofisiologia. Si affronta, pur se solo brevemente, anche il concetto stesso di realtà e di percezione della stessa, ponendo a confronto le differenti modalità con cui digienti e esseri umani la sperimentano e la validità delle interpretazioni ottenute dai software e dai cervelli biologici.
Chiang descrive minuziosamente l'impatto emotivo dell'innovazione tecnologica e affronta con notevole padronanza gli aspetti morali ed etici che il progresso scientifico pone sulla nostra strada.
La Rabbia e l'Orgoglio di Oriana Fallaci
Scritto cavalcando la rabbia per l'11/9, questo libretto della Fallaci è un grido di rabbia e orgoglio che fece molto rumore all'epoca. Si tratta di un libro notevole, per quanto onestamente eccessivo e del tutto privo di senso della misura... Ma del resto parliamo di Oriana Fallaci. Vi è poco in questo libro che io mi senta di condividere, nonostante questo ritengo che meriti di essere letto perché rappresenta la voce di tanti, italiani e non, che non hanno compreso che oltre che difendersi dal nemico bisogna anche dimostrare di essere diversi e quindi di meritarsi la sopravvivenza. La Fallaci, di cui leggerò sicuramente altro, compie un enorme errore nel momento in cui trascura le ragioni per cui gli uomini agiscono a volte in gruppo e a volte singolarmente, tende a far di tutta l'erba un fascio, a identificare un noi e un loro, dimenticando o forse ignorando che oltre alle ragioni culturali e religiose esistono anche ragioni economiche, politiche e di puro interesse privat.
Sistemi di Potere di Naom Chomsky
Mi sono ritrovato a leggere questo libro in contemporanea alla lettura della Fallaci. Non potrebbe trattarsi di due libri più diversi: tanto duro Chomsky nell'attaccare l'America, quanto ingenua la Fallaci nell'esaltarla.
Neppure questo libro è esente da colpe e trascuratezze, anche Chomsky alle volte sembra peccare di ingenuità nel sognare un mondo migliore nelle mani delle masse, ma si tratta anche qui di un libro che merita sicuramente una lettura approfondita. Chomsky è straordinario nell'analizzare i sistemi di potere e di controllo delle masse, pur non riuscendo del tutto a essere credibile nel proporre alternative al sistema.
Come la Fallaci è ipeccabile nel distruggere i miti, risultando anche più credibile in quanto non ha bisogno di gridare come un pazzo furioso.
Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello
Divertente, irrisoria, tagliente e speculativa. Una lettura veloce e allo stesso tempo profondissima. Pirandello, come sempre, afronta il tema della realtà e della percezione che ognuno di noi ha di essa.
Laudisi (guardandosi allo specchio)
Eh, lo so: io dico: “tu”, e tu col dito indichi me. Va’ là, che così a tu per tu, ci conosciamo bene noi due! Il guaio è che, come ti vedo io, non ti vedono gli altri! E allora, caro mio, che diventi tu? Dico per me che, qua di fronte a te, mi vedo e mi tocco - tu, - per come ti vedono gli altri, che diventi? Un fantasma, caro, un fantasma! Eppure, vedi questi pazzi? Senza badare al fantasma che portano con sé, in se stessi, vanno correndo, pieni di curiosità, dietro il fantasma altrui! E credono che sia una cosa diversa.
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