mercoledì 17 dicembre 2014

Non parlarsi più, non scordarsi mai.

Uno dei motivi che mi hanno spinto a rimettere in piedi un blog personale è il mio feticismo per la rilettura delle cose vecchie. Delle vecchie pagine scritte da me o da altri. Non è solo il desiderio di andare a vedre cosa scrivevo su questo o su quello, quanto piuttosto il sapore agrodolce delle lettere perdute, di tutte quelle pagine dense di emozioni e passioni personali. Amo ritrovare le righe in cui parlavo di me, della mia vita, delle mie speranze e delusioni, amo anche di più rileggere le vecchie lettere degli amici trovati e a volte lasciati per strada. Si prova un senso di transitorietà nel ritrovare, e riscoprire, le parole che vecchi amici ci hanno dedicato in un raptus di sincerità. E a un tratto vorresti prendere il telefono che è a pochi centimetri dalla tastiera con cui stai scrivendo questo pezzo, e vorresti fare un numero e chiamare quell'amico per risentirlo, per chiedergli che cazzo abbiamo fatto in questi anni per perderci così. Poi ti ricordi di quello che è successo, o di quello che non è successo, ti tornano in mente le incomprensioni e le piccole ferite che, stranamente, a volte sono tutto quello che riusciamo a ricordarci di un rapporto durato anni e che si è spent lentamente. E penso a tutti quelli che continuano a ripetere lo stupido mantra che fa "Se ci tiene veramente a te allora ti cercherà". E penso che ogni volta che questo mantra se lo ricordano in due finisce un rapporto, una storia, una relazione, una amicizia.


poi col tempo, con i cambiamenti, ci siamo allontanati e, quando dovevo partire per roma, due mesi fa, sapevo che probabilmente con loro non avrei mai più avuto un attimo di sincera amicizia, invece un pomeriggio uno di loro mi chiama per sentire come sto, come me la cavo, quando ritorno giu.
Ho capito in questi ultimi mesi, anche in quest’estate, che le persone non sono ne buone ne cattive, tutti abbiamo la nostra vita, abbiamo le nostre speranze, le nostre priorità, che cambiano col tempo. Un amico però resta sempre nel cuore, non lo dimenticherai mai. Ci sono persone che oltre ad averlo nel cuore cercano di ricostruire quell’amicizia, altre che si accontentano di passare qualche minuto insieme in ricordo dei bei tempi che furono, altre che invece non hanno il coraggio di fare nulla, ma tutti, TUTTI, vogliamo dentro di noi indietro i nostri amici, quelli che ci hanno aiutato a superare le proprie paure, non per gentile concessione del loro aiuto, ma perchè le nostre paure erano anche le loro, e quindi è come se fossimo stati compagni di avventura, due soldati insieme al fronte, in una trincea, con il modno intorno da affrontare…(10 Dicembre 2006)

E rileggendo queste parole c'è una parte di me che le considera ancora vere. Perché lo leggo negli occhi degli amici lasciati per strada quando capita di incontrarsi per caso, lo sento nella voce quando ci si saluta e c'è imbarazzo, tristezza, piacere nel rivedersi. Emozioni contrastanti che però senti tu e sente anche l'altro... e lo sai.
Eppure non sembra esserci modo di tornare indietro, di essere ancora una volta amici per sempre, come due vecchia amanti che dopo essersi persi per troppo tempo sono ancora in qualche modo legati pur sapendo che non potranno mai più essere uniti. E quindi vivi la strana sensazione di avere accanto una persona che per certi versi ti capirà come pochi altri, mentre allo stesso tempo continuerà a sbagliarsi sul tuo conto. E tu farai lo stesso, convinto di conoscere una persona che intanto ha vissuto mille altre vite.

Si può essere amici per sempre,
anche quando le feste finiscono
e si rompono gli incantesimi.

Si può anche venire alle mani,
poi dividersi gli ultimi spiccioli,
non parlarsi più, non scordarsi mai.

E certe volte è semplicemente bello crederci...

E chissà se,
ora che un anno passa come passava allora un mese,
sono il solo a pensarci
o se siamo in tanti seppur separati e distanti.

Perché non so se è questione di più e meno, ma c'è il bello e c'è il brutto. E chissà cos'è quel che più conta, o meno conta.

1 commento:

  1. Commozione. E tanta ma tanta condivisione.

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